Codici e Valori dello sport


CARTA DEI PRINCIPI DELLO SPORT PER TUTTI

Presentata nel febbraio 2004, la "Carta dei principi dello sport per tutti" è stata promossa dal Forum del Terzo Settore, in occasione del "2004, Anno Europeo dell'Educazione attraverso lo sport".
  1. Praticare lo sport è un diritto dei cittadini di tutte le età e categorie sociali.
  2. Lo sport per tutti costituisce un fenomeno socialmente rilevante, poiché assolve a primarie funzioni nei processi di crescita degli individui e della collettività.
    In particolare, lo sport costituisce un elemento irrinunciabile della dimensione educativa, per il ruolo che esso svolge nella formazione del fanciullo e dell'educazione continua degli adulti. Il diritto allo sport è dunque diritto a compiere un'esperienza di maturazione umana e di integrazione sociale. Lo sport per tutti è un'attività umana che si fonda su valori sociali, educativi e culturali essenziali, e rappresenta quindi un eccellente strumento per equilibrare la formazione e lo sviluppo della persona in ogni età.
  3. Lo sport per tutti svolge una preziosa funzione sanitaria a beneficio di tutti: tutela la salute ed è fattore di prevenzione contro le malattie. Il diritto allo sport è quindi parte integrante del diritto alla salute.
  4. La dimensione associativa dello sport costituisce un'importante risorsa di relazione e interazione sociale, una preziosa esperienza di democrazia, partecipazione e corresponsabilità.
  5. Lo sport per tutti, in tutte le sue forme e per tutti i cittadini, deve essere affermato, riconosciuto e garantito per assicurare i massimi benefici dell'esperienza sportiva alle singole persone, ai gruppi sociali e alla collettività.
  6. Per assolvere le sue funzioni educative, culturali e sociali lo sport deve essere organizzato e praticato sulla base di principi e criteri scientificamente fondati, nel rispetto delle regole disciplinari, di norme di fair play condivise e liberamente accettate, e dei bisogni dei cittadini. Un'adeguata formazione degli operatori è indispensabile per sviluppare lo sport sociale e in particolare per concretizzare la dimensione educativa dell'attività sportiva.
  7. L'associazionismo sportivo è essenziale per la promozione e l'organizzazione dello sport secondo criteri di qualità, eticità e regolarità.
  8. La specificità che deriva allo sport dalle sue funzioni sociali si basa sulla salvaguardia sia dell'autonomia delle associazioni sportive sia del volontariato che le sostiene.
  9. L'associazionismo di sport per tutti, nelle sue varie forme, rappresenta una dimensione rilevante dell'economia sociale.
  10. E' dovere delle Istituzioni Pubbliche a tutti i livelli – nazionale, regionale e locale – garantire le condizioni per la pratica dello sport di tutti i cittadini e per la vita e le attività delle organizzazioni sportive.


                                 CODICE EUROPEO DI ETICA SPORTIVA


(approvato dai Ministri europei responsabili per lo Sport, riuniti a Rodi per la loro 7^
conferenza, 13-15 maggio 1992)

FAIR PLAY - IL MODO VINCENTE
CHI GIOCA LEALMENTE E’ SEMPRE VINCITORE

INTRODUZIONE

• Il Codice di Etica Sportiva del Consiglio d’Europa é una dichiarazione di intenti,
adottata dai Ministri europei responsabili per lo Sport.
 • Il principio fondamentale del Codice é che le considerazioni etiche insite nel “gioco
leale” (fair play) non sono elementi facoltativi, ma qualcosa d’essenziale in ogni attività
sportiva, in ogni fase della politica e della gestione del settore sportivo. Queste
considerazioni sono applicabili a tutti i livelli di abilità e impegno, dallo sport ricreativo a
quello agonistico.
 • Il codice fornisce un solido quadro etico per combattere le pressioni che sembrano
minare le basi tradizionali dello sport - base costruite sul fair play, sullo spirito
sportivo e sul movimento volontario - nella società contemporanea.

IL GIOCO LEALE - INTERESSE CENTRALE DEL CODICE

• Il principale interesse ed elemento centrale del Codice é il fair play dei bambini e dei
giovani, in riconoscimento del fatto che i bambini e i giovani del presente saranno i
praticanti e le stelle dello sport di domani. Tuttavia il Codice é rivolto alle istituzioni e
agli adulti che hanno un’influenza diretta o indiretta sulla educazione e la
partecipazione dei giovani allo sport.
 • Il Codice presuppone sia il diritto dei bambini e dei giovani a pratica uno sport e a
trarne soddisfazione, sia le responsabilità delle istituzioni e degli adulti nel promuovere
il fair play e nel garantire che questi diritti vengano rispettati.

DEFINIZIONE DEL FAIR PLAY - IL GIOCO LEALE

Fair play significa molto di più che giocare nel rispetto delle regole. Esso incorpora i
concetti di amicizia , di rispetto degli altri e di spirito sportivo. Il fair play é un modo di
pensare, non solo un modo di comportarsi. Esso comprende la lotta contro l’imbroglio,
contro le astuzie al limite della regola, la lotta al doping, alla violenza (sia fisica che
verbale), allo sfruttamento, alla diseguaglianza delle opportunità, alla
commercializzazione eccessiva e alla corruzione.

• Il fair play é un concetto positivo. Il Codice riconosce lo sport quale attività socioculturale
a carattere collettivo che arricchisce la società e aumenta l’amicizia tra le
nazioni, a condizione di essere praticato lealmente. Lo sport viene anche riconosciuto
quale attività individuale che – praticata nel modo giusto – offre l’opportunità di
conoscere se stessi, esprimersi e raggiungere soddisfazioni; di ottenere successi
personali, acquisire capacità tecniche e dimostrare abilità; di interagire socialmente,
divertirsi, raggiungere un buono stato di salute. Con la sua vasta gamma di società
sportive e di operatori volontari, lo sport é occasione di partecipazione e di assunzione
di responsabilità. Inoltre, un coinvolgimento consapevole in alcuni sport può contribuire
a promuovere la sensibilità nei riguardi dell’ambiente.

 RESPONSABILITA’ PER IL FAIR PLAY

Il Codice riconosce che la partecipazione sportiva dei bambini e dei giovani si svolge
nell’ambito di un più ampio contesto sociale. La società e l’individuo potranno godere
appieno dei potenziali vantaggi che lo sport può offrire soltanto quando il fair play sarà al
centro dell’attenzione e non un concetto marginale. Al fair play deve essere attribuita la
massima priorità da tutti quelli che, direttamente o indirettamente, favoriscono e
promuovono esperienze sportive per i bambini e i giovani. Si tratta, in particolare:

• dei Governi a tutti i livelli, compresi gli altri organismi che operano in tali ambiti. Coloro
che si occupano delle strutture educative hanno una responsabilità speciale;
 • delle organizzazioni sportive o connesse allo sport, come le federazioni sportive e gli
altri organismi di governo sportivo; le società sportive e di educazione fisica, gli istituti
di formazione, gli organi delle professioni sanitarie e farmaceutiche, i mezzi di
comunicazione di massa. Anche i settori commerciali - inclusi i fabbricanti, i rivenditori
e le agenzie del marketing di beni sportivi – devono assumere una responsabilità nel
contribuire alla promozione del fair play;
 • delle singole persone, ossia genitori, insegnanti, allenatori, arbitri, giudici di gara,
dirigenti sportivi, amministratori, giornalisti, medici e farmacisti, compresi gli atleti di alto
livello che costituiscono modelli di comportamento. Il Codice é applicabile a tutti coloro
che operano nello sport sia su base volontaria, sia professionistica. Anche gli spettatori
possono assumere una responsabilità rispetto al fair play;

Ogni istituzione e ogni singola persona hanno una responsabilità e un ruolo da svolgere.
Questo Codice di Etica si rivolge a loro. Esso é efficace soltanto se tutti coloro che
operano nel mondo sportivo sono disposti ad assumersi le responsabilità che vengono
indicate.

GOVERNI
I Governi hanno le seguenti responsabilità.

• stimolare l’adozione di criteri elevati in tutti i settori della società in cui é presente lo
sport;
 • incoraggiare e sostenere quelle organizzazioni e quelle persone che, nella loro attività
con lo sport, dimostrano sani principi etici;
 • incoraggiare e sostenere quelle organizzazioni e quelle persone che, nella loro attività
con lo sport, dimostrano sani principi etici;
 • incoraggiare gli insegnanti a considerare la promozione dello sport e del fair play
quale componente centrale dei programmi scolastici di educazione fisica;
 • sostenere le iniziative mirate alla promozione del fair play nello sport, particolarmente
tra i giovani e di incoraggiare le istituzioni a porre il fair play come priorità;
 • incoraggiare la ricerca a livello nazionale e internazionale per migliorare la
comprensione dei complessi problemi della pratica sportiva giovanile, per identificare i
comportamenti anti-sportivi e indicare le opportunità per promuovere il fair play.

ORGANIZZAZIONI SPORTIVE O CONNESSE ALLO SPORT

Le organizzazioni sportive, o comunque connesse allo sport, hanno le seguenti
responsabilità:

creazione di un contesto idoneo per il fair play
 • pubblicare linee guida chiare per definire i comportamenti conformi o non conformi
all’etica e verificare - in tutte le forme di sport e a tutti i livelli di partecipazione –
l’applicazione di incentivi e/o sanzioni coerenti e appropriate;
 • garantire che tutte le decisioni vengano prese nel rispetto di un codice nazionale di
etica sportiva che rifletta il Codice europeo e sia applicabile alle varie discipline;
 • incrementare la coscienza sul fair play nell’ambito della propria sfera d’influenza
tramite campagne d’opinione, premi, materiale educativo e opportunità di formazione,
sorvegliando e valutando l’impatto di queste iniziative;
 • creare sistemi che premiano il fair play e la progressione personale, oltre che il
successo agonistico;
 • fornire aiuto e sostegno ai giornalisti perché promuovano il fair play;

azioni verso i giovani
 • garantire che la struttura agonistica riconosca le esigenze speciali del giovane e del
bambino che cresce e che consenta livelli graduali di partecipazione, dal livello
ricreativo a quello altamente agonistico;
 • promuovere la modifica dei regolamenti perché rispettino i bisogni particolari dei
giovani e perché l’enfasi venga posta sul fair play, oltre che sul successo agonistico;
 • adottare misure di salvaguardia per prevenire lo sfruttamento dei bambini,
particolarmente di quelli che dimostrano attitudini precoci;
 • garantire che tutti i membri dell’organizzazione con responsabilità versono bambini e
giovani siano ben qualificati per guidare, formare, educare e allenare queste fasce
d’età e sappiano capire, in particolare, i cambiamenti biologici e psicologici implicati nel
processo di maturazione dei bambini.

SINGOLE PERSONE

Le singole persone hanno le seguenti responsabilità di carattere individuale:

comportamento personale
 • avere un comportamento esemplare che costituisca un modello positivo per i bambini e
i giovani; non premiare in alcun modo i comportamenti sleali, né adottarli
personalmente, né chiudere gli occhi su quelli di altri; applicare sanzioni appropriate
contro ogni comportamento sleale;
 • garantire che la propria qualificazione sia adatta ai bisogni dei bambini in funzione dei
diversi livelli di impegno sportivo;

azioni verso i giovani
 • garantire che la salute, la sicurezza e il benessere dei bambini o dei giovani atleti
vengano prima di ogni altra considerazione, come il successo – anche per interposta
persona – o la reputazione della scuola, della società sportiva, dell’allenatore o del
genitore;
 • far vivere ai bambini un’esperienza di sport che li incoraggi a partecipare per tutta la
vita ad una sana attività fisica;
 • evitare di trattare i bambini semplicisticamente come piccoli adulti, essere coscienti sia
delle trasformazioni fisiche e psicologiche implicate nella maturazione giovanile sia
dell’influenza di questi cambiamenti sulla prestazione sportiva;
 • evitare si suscitare nel bambino aspettative sproporzionate alle sue possibilità;
 • mettere in risalto il piacere e la soddisfazione di fare sport, e non esercitare pressioni
indebite o contrarie al diritto del bambino di scegliere liberamente sulla sua
partecipazione;
 • dedicare un interesse uguale ai giovani con maggiore o minore talento; sottolineare e
premiare, oltre che i successi agonistici più evidenti, la progressione individuale e
l’acquisizione di capacità personali;
 • incoraggiare i giovani e i bambini a elaborare propri giochi con proprie regole, ad
assumere i ruoli di allenatore, giudice di gara e arbitro, oltre che quello di partecipante;
a elaborare propri incentivi e sanzioni per il fair play o per atti di slealtà; ad assumersi
la responsabilità personale delle proprie azioni;
 • fornire ai giovani e alle loro famiglie la maggiore informazione possibile sui rischi e sui
benefici potenziali relativi al raggiungimento di elevate prestazioni sportive.

CONCLUSIONE

Il fair play é essenziale se si vuole promuovere e sviluppare lo sport e la
partecipazione.

La lealtà nello sport - il fair play - é benefica per l’individuo, per le organizzazioni
sportive e per la società nel suo complesso.

Abbiamo tutti la responsabilità di promuovere il FAIR PLAY, IL MODO VINCENTE

(CHI GIOCA LEALMENTE E’ SEMPRE VINCITORE).

 RISOLUZIONE DEI MINISTRI D’EUROPA SUL CODICE DI ETICA SPORTIVA

I Ministri europei responsabili per lo Sport, riuniti a Rodi per la loro settima
Conferenza il 13-15 maggio 1992,

• augurandosi di veder svolgere lo sport nello spirito della “Carta Europea dello Sport”
 • consci delle pressioni che la società moderna – contrassegnata, tra l’altro, dalla corsa
al successo e dai mezzi di comunicazione di massa – esercita sullo sport
 • convinti della necessità di offrire agli sportivi un quadro di riferimento che permetta loro
di fare scelte responsabili quando affrontano dette pressioni
 • convinti che l’integrazione dei principi enunciati dal Codice nei programmi di
educazione fisica e nelle politiche delle organizzazioni sportive non mancherà di
influenzare in senso positivo le attitudini dei partecipanti e del grande pubblico riguardo
lo sport

DECIDONO
 • da dare il loro pieno sostegno al Codice di Etica Sportiva;
 • di diffondere il Codice nella propria lingua nell’ambito delle organizzazioni sportive e di
promuovere la sua diffusione in tutti i settori opportuni, particolarmente quelli in cui si
opera con i giovani;
 • di cooperare a livello europeo al fine di promuovere un’ampia diffusione del Codice;

INVITANO
 • ad adottare il presente Codice di Etica Sportiva quale Raccomandazione ai Governi;
 • ad incoraggiare le autorità responsabili per l’insegnamento scolastico ed extrascolastico
a far inserire i principi enunciati nel Codice di Etica Sportiva nei programmi
di educazione fisica;
 • ad incoraggiare le organizzazioni sportive regionali, nazionali e internazionali a tenere
conto dei principi delineati dal Codice, nelle proprie campagne in favore del
rafforzamento dell’etica sportiva.



                       LA CARTA DEI VALORI PER LO SPORT

  (“Noi mamme x lo sport”,Coni-P&G Italia,20-21 aprile 2012)

1. Passione e divertimento. Gli atleti esprimono in modo naturale la propria vocazione, traendo piacere e gioia di vivere dall’impresa che stanno compiendo.

2. Costanza e disciplina. Il rigore dell’impegno quotidiano, giorno dopo giorno, è il metodo che affina la volontà e realizza la vocazione.

3. Miglioramento progressivo. Quando nulla è mai dato per acquisito, la fonte di gratificazione personale e riconoscimento sociale si misura sul miglioramento progressivo.

4. Affrontare le difficoltà. La sconfitta è parte integrante del gioco sportivo: accettarla, e integrare nella vita quotidiana le difficoltà, aiuta a rinascere più forti.

5. Rispetto a 360°. Le regole, la gara, l’avversario e persino se stessi, spingono gli atleti a un rispetto integrale che va oltre lo sport.

6. Team e capacità relazionale. Il gioco sportivo rafforza lo spirito di gruppo e il carattere del singolo, governando con empatia l’intero sistema di relazioni.

7. Attitudine alla performance. La focalizzazione sull’obiettivo da raggiungere è cruciale: ogni giorno permette una conquista, fino ad arrivare all’oro olimpico.

8. Sfidare i limiti. La sfida della crescita infinita spinge a superare i limiti propri e della realtà, verso un obiettivo “utopico” sempre presente nella mente.

9. Equilibrio Corpo-Mente. Allenare il corpo e allenare la volontà: si impara a trovare il proprio equilibrio vitale, tra forza e concentrazione.

10. Energia e Benessere Vitale. Dalla passione alla gioia del gioco fino al successo e all’autorealizzazione: lo sport convoglia e mette in circolo l’energia vitale.