Perchè rinunciare ad un bel piatto di pasta?

Tra i comportamenti più diffusi  quando si decide di perdere peso, è l’eliminazione o la diminuzione dei carboidrati dal proprio regime alimentare: insomma addio al nostro amato piatto di pasta

Ma è giusto farlo? E’ giusto rinunciare ad un bel piatto di pasta o riso che sia?

Per tutti il termine dieta è sinonimo di privazione, sofferenza.

Di solito quando si intraprende un percorso di dimagrimento si sottopone il proprio organismo a diete restrittive e non bilanciate, che, se da un lato fanno perdere peso in poco tempo, tipico effetto della eliminazione/diminuzione dei carboidrati,  dall’altro distruggono una notevole quantità di massa muscolare con un conseguente abbassamento del metabolismo.

Per “dieta” si deve invece intendere una giusta ed equilibrata alimentazione, con una giusta ed equilibrata scelta di alimenti, in cui devono essere presenti tutti i singoli nutrienti.

Qualsiasi piano nutrizionale che prevede l’eliminazione anche di un solo macronutriente è da considerare sbilanciata, nociva, e può provocare seri danni alla salute: quello che si può fare, invece, è giocare sulla ripartizione tra i vari nutrienti.

Per qualsiasi obiettivo che sia una riduzione di peso oppure  un tiraggio per la stagione estiva, la privazione dei famigerati carboidrati è una pratica che può essere sostituita da una strategia più sana ed equilibrata.

Quello che è importante sapere è  che i carboidrati non sono tutti uguali e che la loro assunzione può dipendere anche dal momento della giornata e a seconda del bisogno.

A questo scopo ci viene in soccorso il concetto di indiceglicemico, il quale misura la variazione della glicemia (zuccheri) nel sangue in seguito all’ ingestione di un determinato alimento.

Perché dobbiamo privarci di un bel piatto di pasta anche se siamo a dieta??

Il problema non sono i carboidrati in quanto tali ma la scelta degli stessi che consumiamo: in particolare vi sono carboidrati ad alto indice glicemico come i cereali raffinati, pane bianco, riso brillato, zucchero, dolci, miele, bevande zuccherate, patate al forno, crackers, per poi passare a quelli a medio e basso indice glicemico come le farine integrali,  i legumi, la frutta, banane, mele, pere, arance, verdura.

Il segreto è la scelta del tipo di carboidrato da usare ed ovviamente  la dose che consumiamo.

Ecco un bella strategia:

-innanzitutto come prima cosa è prevedere una distribuzione uniforme nell’arco della giornata dei carboidrati ed evitare  un’assunzione unica ed elevata degli stessi.
-utilizzare cereali integrali come riso integrale, miglio, pasta integrale, pasta di farro, grano duro integrale.
- prevedere una modica quantità che equivale a circa 70-80 g.
-effettuare una cottura al dente in quanto la pasta “scotta” ne aumenta l’indice glicemico.
-condire la stessa con verdure ed erbe aromatiche ed olio extra vergine d’oliva in quanto limitano la secrezione dell’insulina
- prima della pasta mangiare un piatto di verdura con olio extra vergine d’oliva come insalata, finocchi, sedano
-per finire in bellezza, dopo la pasta prevedere un piatto di verdura cotta condita con limone.

Con un piano del genere anche nel periodo di dimagrimento è possibile consumare un bel piatto di pasta, e non rinunciare ad un alimento cardine della nostra tradizione.

Associando i giusti alimenti e  con le giuste quantità è possibile tenere a bada il carico glicemico del pasto ed assaporare lo stesso senza avere sensi colpa o preoccupazione per un aumento di peso.

Ovvio che le indicazioni contenute in questo articolo sono da considerare esclusivamente come suggerimenti; esse sono il frutto di esperienze personali.

A voi la scelta….